Virgilio

Publio Virgilio Marone (70-19 a.C.), poeta latino talmente raffinato da essere elevato a simbolo della saggezza da Dante, nella III ecloga descrive la tenzone fra Menalca e Dameta per aggiudicarsi Fillide.

Gli indovinelli sono:

[Dameta] Dimmi e per me sarai indovino al pari di Apollo, su quale terra si apre uno spazio di cielo non più grande di tre braccia.

[Menalca] Dimmi e se indovini tu solo avrai Fillide, su quale fiore sono scritti nomi di re.
Le soluzioni non vengono riportate ma forse la soluzione del primo può essere o il pozzo o la pozzanghera (spazi non molto ampi in terra nei quali si specchia il cielo) mentre la soluzione del secondo potrebbe essere il giacinto le cui screziature sembrano disegnare una A (iniziale di Aiace) e una I (fra le lettere componenti il nome Hyacinthus, Giacinto, giovane spartano trasformato in fiore dal dio Apollo).

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