Tito Maccio Plauto (250-184 a.C.), commediografo latino, nelle sue opere fa ampio uso soprattutto di giochi di parole e allitterazioni.
Non mancano comunque descrizioni di situazioni e ambienti che potrebbero essere considerate alla stregua di enigmi. Un esempio (tratto dall'Asinaria) ci è dato dalla descrizione di un mulino come di un luogo
dove piangono gli uomini cattivi che macinano polenta e dove i buoi morti frustano gli uomini vivi.L'autore si riferisce agli schiavi e ai nerbi di bue mediante i quali questi venivano frustati.
