La nascita dell'Italiano

Un indovinello risalente al periodo fra l'VIII e il IX secolo d.C. sembra essere la più antica testimonianza della nascita della lingua italiana.

L'indovinello è:

Boves se pareba
alba pratalia araba
et albo versorio teneba
et negro semen seminaba.
La traduzione è:
Spingeva innanzi i buoi
arava prati bianchi
e teneva un bianco aratro
e seminava un nero seme.

L'indovinello descrive apparentemente una scena un po' particolare dove qualcuno ara dei prati bianchi con un aratro bianco, seminando semi neri. In realtà la soluzione è "l'atto dello scrivere" o "la scrittura". Nello scrivere, infatti, le dita (i buoi) si muovono davanti rispetto a dove vengono apposti i segni della scrittura, i quali segni finiscono su un foglio (un bianco prato); lo scrivente usa una piuma bianca (l'aratro bianco) per scrivere (seminare un nero seme).

È interessante notare l'uso della figura dei buoi che trascinano l'aratro per simboleggiare l'atto della scrittura; infatti, fino al VI secolo a.C. era in uso un modo di scrivere dettobustrofedicoche seguiva un andamento prima da sinistra verso destra (proprio come facciamo noi oggi) e, giunto al termine di una riga, procedeva da destra verso sinistra e, ancora, da sinistra verso destra e così via, quasi a imitare il percorso descritto da un aratro su un campo.

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