I secoli d'oro dell'Enigmistica (XVI, XVII e XVIII secolo) vedono tornare in auge l'enigma, al quale spesso molti letterati si dedicano per mantenere in esercizio la propria creatività e fantasia.
Con la scomparsa degli obblighi imposti dalla mortificazione dello spirito, si sente il bisogno di esprimere appieno tutto ciò che prima era stato considerato frutto demoniaco.
Si ha voglia di godere di tutto quello che può rendere più piacevole la vita e gli enigmi fanno parte dell'aspetto ludico della vita; essi sono tanto più graditi quanto più ricorrono a doppi sensi audaci per proporre quesiti la soluzione dei quali risulta essere un oggetto innocente. Di questo si divertiranno le donne del tempo, sorprese inizialmente dall'apparente audacia dei versi e poi dalla semplicità della soluzione.
