Esopo, il celebre ideatore di favole di origine frigia, visse come schiavo nell'isola di Samo fra il VII e il VI secolo a.C. Egli proponeva e risolveva indovinelli, non si sa se per conto del re Licero di Babilonia - che poi intratteneva una tenzone di enigmi col re egiziano Nectanebo - oppure direttamente con Nectanebo.
Una serie di indovinelli fu:
Qual è quel grande tempio poggiato su di una colonna la quale è circondata da 12 città ciascuna delle quali ha 30 puntelli ognuno presidiato da due donne, una bianca e una nera, che ne sovrintendono il perimetro?
Il mondo è il tempio, l'anno è la colonna, i mesi sono le dodici città, i giorni i puntelli, il giorno e la notte le due donne.
Sorge dovunque, in mare o in terra, è lunga e grande alla nascita e alla morte mentre è piccola in gioventù.
È l'ombra che varia la sua lunghezza col movimento del sole.
Due sorelle nascono e muoiono ogni giorno e l'una causa la morte dell'altra.
Il giorno e la notte che segnano i rispettivi confini di esistenza.
Qual è quella cosa che ognuno aspira a raggiungere ma che se gli fosse offerta immediatamente rifiuterebbe come si rifiuta un pessimo affare?
La vecchiaia.
Due grifi, invece, sempre risolti da Esopo, furono:
Qual è il più astuto degli animali?
Quello che ancora non si è fatto addomesticare dall'uomo.
Sono più i morti o i vivi?
I vivi perché i morti non sono più.
