Anche presso gli antichi romani era coltivato l'uso di allietare i banchetti con sfide a base di indovinelli ed enigmi. La penitenza per chi non risolveva i giochi era uguale a quella greca (vino allungato con aceto).
Nelle opere scritte degli autori satirici si ricorre soprattutto ai giochi di parole per aumentare la forza comica del linguaggio nelle situazioni farsesche.
