L'autore di un gioco enigmistico opera una trasformazione che serve a nascondere un oggetto linguistico (la soluzione del gioco) al solutore. Il testo della soluzione viene trasformato in un insieme di parole e/o simboli seguendo certe determinate regole.
Il solutore di un gioco deve operare la trasformazione inversa cioè dall'insieme di parole e/o simboli deve risalire all'oggetto linguistico originario cioè ricavare la soluzione corretta del gioco. Il solutore, in questo suo sforzo, si avvale della conoscenza delle regole che sa essere seguite per la costruzione di un gioco oltre ad un suo personale bagaglio di procedure basate su tentativi e congetture, acquisito con l'esperienza.
La trasformazione linguistica, in entrambi i casi, è dominata da un criterio di doppia significazione cioè dall'esistenza di due significati associabili ai singoli elementi dell'insieme di parole e/o simboli costituenti il gioco o a tutto l'insieme.
EsempioDalla parola CALENDARIO l'autore ricava: "Ha ormai i giorni contati e molti lo tengono con le spalle al muro".
Qui la trasformazione è avvenuta abbinando le due locuzioni "avere i giorni contati" e "essere con le spalle al muro", che, insieme, dipingono una situazione ben poco allegra la quale, molto efficacemente, tiene il solutore momentaneamente lontano dall'immagine che corrisponde a quella dell'oggetto che si desidera descrivere.
Il solutore può giungere alla soluzione cioè realizzare la trasformazione inversa cercando di immaginare quali altre situazioni possono essere descritte da quanto enunciato.