Le parole crociate senza schema sono schemi di parole crociate dove, per offrire una difficoltà in più al solutore, si sono eliminate tutte le caselle nere. Per la maggioranza dei casi lo schema risolutivo è di tipo libero cioè senza alcuna simmetria nella disposizione delle caselle nere; se infatti fosse simmetrico, sarebbe facile per il solutore individuare via via non caselle nere isolate bensì coppie di caselle nere (una trovata giocando e una ricorrendo alla simmetria).
Le definizioni delle parole vengono elencate suddivise fra orizzontali e verticali, raggruppate per riga (se orizzontali) e per colonna (se verticali) di appartenenza, in ordine di apparizione all'interno della riga o della colonna; per questo motivo le righe e le colonne sono numerate in modo simile a uno schema di battaglia navale.
Come per gli altri tipi di parole crociate, qualora lo schema sia rettangolare o quadrato, le sue dimensioni vengono specificate fornendo il numero di righe e colonne, nell'ordine detto. Per esempio, ad uno schema di 12 righe e 15 colonne ci si riferirà indicandolo come uno schema 12x15 ("dodici per quindici") mentre per uno di 14 righe e 8 colonne si dirà che è uno schema 14x8 ("quattordici per otto").
Per risolvere uno schema di parole crociate senza schema deve essere usata una tecnica differente da quella della suddivisione in settori in quanto i settori non sono affatto individuabili.
Nella figura qui accanto, in rosso abbiamo evidenziato le zone dalle quali è consigliabile iniziare ad affrontare le parole crociate senza schema: dagli angoli. Non arrendetevi subito se nell'angolo superiore sinistro non riuscite a trovare neanche una parola: ci sono gli altri 3 angoli dai quali potete cercare un appiglio e dai quali potrete poi muovervi verso il resto dello schema, completandolo. Se decidete di passare all'angolo inferiore destro (ad esempio) dovrete semplicemente cercare le parole corrispondenti alle ultime righe e alle ultime colonne. | ![]() |
È possibile affrontare le parole crociate senza schema anche non partendo dagli angoli. Supponiamo infatti che l'ultima definizione della sesta riga sia "La Cindy bellissima fotomodella". Chiaramente ci si riferisce a Cindy Crawford. supponiamo inoltre che l'ultima definizione dell'ottava colonna sia "Il nome di Churchill": la risposta è Winston. Come si nota facilmente, le parole CRAWFORD e WINSTON hanno in comune una lettera, la W, piuttosto rara. Abbiamo evidenziato in figura la situazione appena descritta. Le probabilità che le due parole appena trovate siano situate proprio nelle caselle colorate della sesta riga e dell'ottava colonna sono molto alte.
Con quale ragionamento siamo arrivati a questa conclusione? La frequenza con la quale le lettere compaiono nelle parole di una lingua non è uniforme; con questo vogliamo dire che se contiamo quante volte compare la lettera E in un articolo di giornale, è praticamente certo che il numero ottenuto è maggiore di quello che otteniamo se contiamo quante volte compare la lettera G, sempre nello stesso articolo.
Una stima statistica ha portato a stilare una sorta di classifica delle frequenze delle lettere dell'alfabeto nelle parole della lingua italiana. In ordine di frequenza via via decrescente, la classifica è la seguente:
Attenzione: questo non vuol dire affatto che in qualsiasi scritto si incontri, le frequenze siano tali da fornire la classifica di cui sopra. Ci possono essere delle differenze, certo, ma risulterà quasi sempre che la E e la O (ad esempio) sono più frequenti della Z e della K e così via.
Il suggerimento che traiamo da questa interessante statistica è quello di individuare le parole dello schema (alle definizioni delle quali siamo certi aver dato la risposta corretta) contenenti lettere poco frequenti e cercarne le mutue intersezioni. Questo significa che se abbiamo trovato (ad esempio) una parola della quinta riga che contiene una K e una parola della nona colonna che contiene anch'essa una K, ci sono buone probabilità che le due parole si intersechino e che l'intersezione sia proprio la lettera K.