Una delle regole della comunicazione fra autore e solutore stabilisce di rendere la sfida disponibile al solutore; l'esistenza stessa del gioco enigmistico ne è la manifestazione e tale parte di comunicazione dice semplicemente: "Risolvimi.". Può sembrare ovvio ma non sempre è così. Alle volte certi autori amano nascondere i propri messaggi in modo che anche il solo trovarli costituisca una vera e propria caccia al tesoro dove il raggiungimento del tesoro (l'identificazione del gioco da risolvere) rappresenta l'inizio di una sfida ulteriore.
Un'altra regola riguarda l'insieme di convenzioni per trasmettere le informazioni che costituiscono il messaggio dell'autore: tale insieme deve essere noto ad entrambi, autore e solutore, pena l'impossibilità di giungere alla soluzione.
Il mezzo più utilizzato per trasmettere il messaggio è la lingua madre comune ad autore e solutore.
Vediamo cosa succede se l'insieme di convenzioni usato non è totalmente noto al solutore. Affrontiamo un semplice gioco espresso in una lingua straniera: attenzione perché le probabilità di carpire le sfumature e i doppi sensi di una lingua straniera o morta dipendono dalla conoscenza che si ha della lingua stessa e del contesto culturale a cui appartiene l'enigma.
La targa di un noto personaggio americano è:
La cifra 8 si pronuncia come il trigramma ATE (éit) e la cifra 4 si pronuncia come la preposizione FOR. Leggendo di seguito la targa si ottiene: "LATE FOR A DATE" che significa: "In ritardo ad un appuntamento".
Simpatico, non è vero? In tutta sincerità, quanti non anglosassoni sarebbero capaci di scoprire il messaggio?