Gli ultimi due strumenti di cui vi parliamo sono l'esperienza e la fantasia.
L'esperienza la si acquisisce con l'esercizio e la curiosità. Se da un lato è vero che affrontare tanti giochi tentando di risolverli porta ad ottenere una certa dimestichezza con i meccanismi di base, è altrettanto vero che, a lungo andare, le difficoltà fondate sulle sfumature di significato di certe parole tendono a sfuggire se non si possiede una conoscenza anche delle parole stesse; quindi ogni volta che si incontra un vocabolo nuovo se ne controllino i vari significati, se ne studi l'etimologia, si cerchi di comprendere il legame fra quel particolare vocabolo e gli altri che formano il gioco enigmistico.
La fantasia - anche se molti pensano diversamente - si può esercitare; essa viene stimolata dai giochi proprio perché essi permettono di vedere certe situazioni sotto aspetti diversi (l'Enigmistica, facendo largo uso di differenti livelli di interpretazione dei contesti offre questa opportunità) e, spesso, ne mostrano di completamente nuovi. La mente viene liberata così da schemi costrittivi che impediscono di concepire più interpretazioni per una medesima situazione.